martedì 17 marzo 2009

Stromness - Orcadi, Scozia - 1 Giugno 1989

(STROMNESS - Orkney, Scotland - June 1, 1989)

...Ward Hill sullo sfondo.

Da Kirkwall mi sono spostato a Stromness dove, se ben ricordo, ho dovuto aspettare due giorni l'arrivo del traghetto per le Shetland. Il primo giorno pioveva a dirotto, tanto per cambiare, e così ho passato quasi tutto il tempo barcamenandomi tra l'ostello e un pub lì vicino. Al massimo ho raggiunto il museo vichingo (deludente) a Kirkwall con l'autobus. Il secondo giorno, invece, sono riuscito a visitare il nord dell'isola insieme ad un altro cicloturista di Singapore conosciuto all'ostello.

Ricordo che al pub c'era una folk jam dove chiunque poteva prendere su una chitarra e partecipare, così anch'io ho dato il mio contributo.

VIAGGIATORI COMPARATI.

Nel pub ho conosciuto una ragazza anglosassone (non ricordo bene di dove) che mi raccontava di avere appena passato sei mesi nella Savana a fare da aiutante per un famoso biologo, probabilmente anglosassone pure lui, in cambio di vitto e alloggio più le spese. Cosa ci facesse ora in Scozia... non lo sapeva di preciso. Mi era sembrato di capire che fosse in cerca di se stessa o di un indirizzo nella vita come, del resto, molti altri personaggi che ho incontrato in questo ed altri viaggi.

Chi, pur avendo 4 o 5 cittadinanze (caspita!) ed essendo di famiglia più che benestante, stava andando (forse... era indecisa) su qualche isola greca a fare la barista per l'estate (passando dalla Scozia?). Chi era giunto all'ostello e poi non se ne è più andato e si pagava vitto e alloggio facendo lavoretti (a Lerwich?). Chi era partito dall'Ontario per una breve vacanza in bicicletta e poi si è ritrovato a lavorare per 5 anni in un hotel della British Columbia ma cominciava a sentire nostalgia di casa e così, per "accelerare" i tempi, stava tornando in bicicletta (alla velocità a cui andava, mi chiedo se sia mai arrivato). Chi, un classico, era appena tornato/a dall'India o dai Kibbutz e chi stava per andarci... ma, vanno ancora di moda i Kibbutz?

Va detto che la maggior parte dei giovani viandanti (uso il maschile, ma un terzo erano donne) stava solo celebrando un rito molto in voga nei paesi anglosassoni: un mese o due in giro per l'Europa prima di inziare l'università o prima di iniziare a lavorare dopo l'università. Ma tanti di questi cicloturisti, backpackers, autostoppisti, eurail-isti, velisti, ecc. erano in giro da parecchi mesi, alcuni da anni, per motivi spesso sconosciuti anche a loro stessi.

A Bergen invece ho incontrato due cicloturisti australiani che si erano appena fatti gli Stati Uniti coast to coast, parte del Canada, la Groenlandia, le Isole Faroe, le Shetland ed erano diretti a Capo Nord. Parlavano poi di Isole Svalbarg. Sulla bicicletta portavano gli sci da alpinismo ed un'attrezzatura completa da scalatore. Erano in giro da quasi due anni e sapevano con precisione il motivo di tanto pedalare, sciare e scalare. Infatti, quando gli ho chiesto se avessero uno sponsor, mi hanno risposto, dopo averci pensato qualche secondo: "No, we... we just like to... to do it!?!".

Di italiani "a zonzo" per così tanto tempo, però, non ne ho mai incontrati, perlomeno in Scozia. Anzi, fino a metà Luglio, di italiani non ne ho incontrati affatto, dopodichè erano tutti del tipo "Capo Nord e ritorno in moto in 10 giorni". I "senza meta" erano, non solo ma soprattutto, cittadini di nazioni anglossassoni e, tra questi, i più "agguerriti" erano gli australiani e i neozelandesi, con una buona rappresentanza di canadesi seguiti a ruota dagli statunitensi. Infatti, quando un Italiano decide di andare a Capo Nord in bicicletta o di fare il giro del mondo in barca a vela, come minimo finisce sulle cronache locali dei giornali. Invece, nei paesi anglosassoni è così normale che non finisce neanche sulle riviste specializzate, a meno che non si tratti di uno scrittore o di un fotografo di viaggi.

E' risaputo che questi popoli hanno molte meno radici dei latini, ma è anche vero che hanno molte meno difficoltà a trovare un lavoro al riento. Mi raccontavano che gli australiani, addirittura, possono accumulare le ferie fino ad averne per sei mesi o un anno. Poi se le prendono tutte d'un colpo, organizzando così dei viaggi interminabili. Comunque, per gli anglosassoni delle "colonie" è normale che insegnanti e infermiere, per citare due categorie a caso, diano le dimissioni per un anno o due. Tanto al rientro basta fare domanda in un po' di scuole o di ospedali per ritrovare un lavoro in breve tempo. Niente concorsi e graduatorie. Bastano il curriculum ed un colloquio e, se poi non si è all'altezza, avanti il prossimo. Probabilmente non riescono a trovare un lavoro nella stessa città di prima, ma questo non fa alcuna differenza per gente che trasloca in media ogni quattro anni e che, anche se vive in mezzo ad un campus universitario, si iscrive all'università sulla costa opposta!

Immagino che di viandanti italiani in giro per il mondo ce ne siano parecchi ma, probabilmente, li trovi a latitudini più basse. Si vaga molto meglio al caldo dei tropici che al freddo della Scozia, sotto una pioggia battente e spesso incessante!

...tutto questo 20 anni fà. E oggi?

...Ward Hill in the background.

From Kirwall I moved to Stromness where I had to wait two days for the Ferry to the Shetland Islands. I don't know what to say about Stromness and it's surroundings since it rained heavily for the entire first day, so I stayed mostly at the Youth Hostel and at a nearby pub. At most I took a bus to the Viking museum in Kirkwall (so, so).

On the second day it stopped raining, so I managed to visit the North part of the island together with a cylist from Singapore I met the at the Hostel.

1 commento:

Blognote ha detto...

A nice photo all the same notwithstanding the climate!!

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