lunedì 23 febbraio 2009

Peggio di così?!? - Loch Ness, Scozia - 12 Maggio 1989

(THE WORST DAY OF THE ENTIRE TRIP - Loch Ness, Scotland - May 12, 1989)

PREMESSA:

Ero partito per la Scozia con una tenda ma, avendo constatato che lungo il tragitto c'erano degli ottimi B&B e ostelli, a Fraserburgh l'ho venduta ad un poliziotto il primo o secondo giorno del viaggio. Ho chiesto, per l'appunto, ad un simpaticissimo poliziotto se c'era un posto dove mettere in vendita la tenda (nuova di zecca) e lui, dopo una breve trattativa, me l'ha comprata!

Lo scopo principale di questa operazione è stato di liberarmi di 2 o 3 chili di peso 'inutile'. Se non me l'avesse comprata, l'avrei messa in una scatola per rispedirla a casa, cosa che poi ho fatto più avanti per liberarmi di roba diventata inutile perchè con la latitudine era cambiato il clima e, di conseguenza, l'equipaggiamento necessario. Ho tenuto invece il sacco a pelo che mi è tornato utile in certi ostelli più umidi del solito e in Norvegia, dove ho ricomprato una tenda.

CONSIGLI PER CICLOTURISTI ALLO SBARAGLIO:

All'epoca non c'erano tanti B&B come adesso ma, in maggio, erano comunque sempre liberi. Solo ai primi di giugno ho cominciato ad avere qualche problema a trovare posto senza prenotare. Negli ostelli, invece, il problema si è presentato solo da metà luglio in poi, ma qui ero già in Norvegia dove gli ostelli sono come i nostri alberghi a tre stelle.

A parte i B&B, che sono per la maggior parte belli ed accoglienti, in Scozia consiglio vivamente gli ostelli nelle località più sperdute, in quanto sono spesso collocati in posti molto panoramici e frequentati da viaggiatori per lo più tranquilli. Sconsiglio invece gli ostelli nei grandi centri abitati: troppo rumore e vivi nella paura costante che ti rubino qualcosa, nel mio caso specifico, la bicicletta e la borsa contenente il materiale fotografico. Per minimizzare gli eventuali danni, spedivo a casa per posta i rullini man mano che ne accumulavo due o tre. La macchina fotografica la puoi sempre ricomprare, ma le foto fatte no. Immagino che nel 2009, più che di rullini e di posta, si parli di backup della scheda di memoria su palmare o su chiavette USB.

Il furto di biciclette è invece un problema tuttora attuale in tutte le grandi città del mondo e non vedo perchè Inverness o Glasgow ne debbano essere esenti. Tutti gli ostelli hanno depositi in cui chiudere la bicicletta ma, nonostante le due catene, tiravo sempre un sospiro di sollievo quando alla mattina la trovavo ancora lì. Forse, oggigiorno, gli ostelli cittadini si sono muniti di telecamere e altre modernità antifurto, ma due belle catene me le porterei ancora dietro. Pesanti, ma efficaci.

Per tutto il viaggio, ho sempre evitato di fermarmi nelle grandi città a meno che non ci fossi proprio costretto. Tanto non sarei potuto entrare nei musei, nelle attrazioni turistiche o nei pub in quanto, nel mentre, non avrei saputo a chi lasciare la bicicletta con tutta la roba sopra. Solo nei paesini e nei luoghi sperduti mi sentivo più tranquillo.

Questo ragionamento vale in tutto il mondo: ricordo ancora l'ostello di Vancouver nel luglio del 1990. 250 posti letto con 350 persone ammesse (bastava avere il proprio materassino da piazzare per terra). Un ospite, verso sera, è corso fuori urlando che gli avevano rubato lo zaino. Tutti sono corsi dentro a controllare la propria roba per scoprire che quello non era stato l'unico furto della giornata. Io temevo per la borsa con dentro tutti gli apparecchi fotografici ma per fortuna era ancora lì. Passaporto, traveller cheques (esistono ancora?) e altri valori, invece, li tenevo appesi al collo in una borsina impermeabile da cui non mi separavo mai, nemmeno nella doccia.

IL GIORNO PEGGIORE DEL VIAGGIO:

Ma, dopo due forature in un giorno, ad Inverness sono andato comunque all'ostello, un po' perchè me lo sono trovato davanti e un po' perchè la guida (Let's Go England & Scotland) ne parlava bene. In effetti, la parte diurna dell'ostello non era male ma le camerate erano enormi e, tra gente che russava e altri che rientravano tardi, non si è dormito fino alle due (all'una e mezza del mattino un deficiente è entrato in camera ubriaco, ha acceso la luce, ha sbraitato "sorry boys!" e se ne è andato sbattendo la porta, tra le maledizioni degli altri ospiti). Per finire, sveglia alle sette!

Così, mezzo addormentato, dopo aver tirato il solito sospiro di sollievo per aver ritrovato tutta la mia roba sotto il letto e la bicicletta nel deposito, sono ripartito alla volta di Fort William con il vento contrario e sotto una pioggerellina che poi è diventata neve bagnata. Non ero preparato per la neve e a Fort Augustus, poco prima di Fort William, ci sono arrivato bagnato fradicio (vedi il PS) e mezzo assiderato. Non so adesso ma, all'epoca, lungo la sponda sud di Loch Ness non ho trovato un posto in cui ripararmi. Non un bar, un centro turistico, un ristorante, niente di niente.

E non avevo più neanche la tenda da piantare... e del mostro nessuna traccia... si, direi che questo è stato il peggior giorno di tutto il viaggio!

P.S. Nonostante il freddo, pedalando, sudavo e la giacca a vento non lasciava traspirare il vapore. Così ero più bagnato dentro che fuori con il risultato che stavo letteralmente congelando. Alla prima occasione ho spedito a casa la giacca a vento e mi sono comprato una di quelle giacche in Goretex che stavano uscendo proprio in quel periodo: un altro mondo!

1 commento:

gaz ha detto...

Complimenti per la foto che rende bene l'idea, per il racconto emozionante e a te per il tuo spiccato senso dell'avventura!
:-)

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