venerdì 20 febbraio 2009

Colza (?) - Pressi di Aberdeen, Scozia - 7 Maggio 1989

(YELLOW FIELD OF RAPESEED - Near Aberdeen, Scotland - May 7, 1989)

Finalmente una data che ricordo con precisione. Nel 1988 la mia famiglia aveva deciso di rientrare in Italia dopo 10 anni passati in Canada e così ho pensato bene di precederli prendendola 'alla lunga'. Avrei comunque dovuto lasciare il lavoro a Toronto e così mi sono detto: "O adesso, che ho ancora meno di 30 anni, o mai più!". In Gennaio 1989 ho comprato una bicicletta e, dopo un troppo breve e troppo sporadico allenamento, il 5 maggio 1989 sono partito da Toronto e sono atterrato a Londra. Poi con un treno sono andato ad Aberdeen in Scozia e da qui, dopo aver recuperato il jetlag in un B&B dormendo 12 ore di fila e dopo aver rimontato la bicicletta, sono partito il 7 Maggio per un viaggio che mi avrebbe portato fino a Capo Nord con rientro in Italia a ferragosto. Inizialmente l'idea era di tornare direttamente in Italia pedalando verso Sud. Ma qualcosa mi ha spinto ad andare verso Nord. Non ricordo bene cosa. Probabilmente un qualche racconto sentito mentre andavo ad Aberdeen.

Il primo giorno ero talmente entusiasta che ho pedalato per circa 110 Km, aiutato dal tempo, così bello che c'era gente in costume sulle spiagge (e nell'acqua!). Il secondo giorno... 25 Km (con un tempo orrendo). Il terzo giorno ero a pezzi e sono stato fermo. I 20 giorni successivi sono stati un altalenarsi di alti e bassi, soprattutto in bicicletta ma, a volte, anche in treno, autobus o autostop.

Un amico aveva provato ad avvertirmi che la Scozia non è per niente pianeggiante e che c'è un vento contrario creato appositamente per ogni singolo ciclista che varca il confine della Scozia. Nelle Highlands le strade non seguono le isocline e non ci sono tornanti. Semplicemente tirano dritto con pendenze del 20%, rendendo le salite infinite e le discese cortissime, specialmente se la bicicletta pesa come un motorino. Ma ne è valsa la pena. Tra un calo glicemico e l'altro, tra un acquazzone e una nevicata, ora che sono arrivato alle Shetland, ero pronto per qualunque salita e la parte Norvegese del viaggio è stata poi molto, ma molto, più facile, nonostante i dislivelli di 1000 metri. Anche perchè, nel mentre, ero calato di svariati chili ed era come avere eliminato 3 delle 4 borse che mi portavo appresso.

Ovviamente questo allenamento "on the road" si può fare solo se si ha a disposizione molto tempo, in modo che la seconda parte del viaggio compensi nella memoria la prima. Altrimenti rischi di tornare a casa solo con i ricordi della fatica più che dei bei posti che hai visto.

Un'ultima cosa (già detta in un post precedente): all'epoca la Scozia era un po' più "selvaggia" di adesso. Ci sono tornato tre anni fa e ho notato molti più B&B, ristoranti ed attrazioni turistiche. Kilt Rock, per fare un esempio, nel 1989 era meno recintata ed era molto pericoloso avvicinarsi al bordo. Certo, adesso è più sicura, ma all'epoca era più naturale. Un po' come tutti quei pini che adesso si vedono quasi ovunque e che non c'entrano niente (credo) con il paesaggio: all'epoca non c'erano, se non qualche boschetto sperimentale... l'esperimento deve essere andato a buon fine.

Tornando alla foto: di campi di colza (?) Internet e la Scozia ne sono piene e questa foto non è nemmeno delle più spettacolari. Però ci sono affezionato, un po' perchè è la prima foto del viaggio e un po' perchè non avevo mai visto un campo così giallo prima di allora.


The very first picture I took on the trip that got me from Toronto (where I lived) to London (by plane), then to Aberdeen (by train) and finally all the way to the North Cape and back to Italy by bicycle, trains, ferries, buses and thumb. Three and a half months on the road.

3 commenti:

prkl ha detto...

Great with the complementary colors and composion. Works like toilet in train, every time. Happy TC! :)

Anonimo ha detto...

Bella foto :D
A me il colza ricorda l'Emilia, quando da Treviso scendo verso Ferrara e Bologna e dall'autortrada si vedono campi giallissimi.. Ma questo campo è semplicemente stupendo!

Mariabei ha detto...

Bellissimo racconto!

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